Polo logistico intermodale: Il Sindaco a Braccagni

di Edo Galli

C’è una cosa che è emersa con evidenza nell’assemblea infuocata di Martedì 22 all’ex asilo di Braccagni organizzata dai “preoccupati” del Comitato SOS Braccagni. La dice Giancarlo Tei Presidente della “IV Commissione Consiliare sul Polo Logistico” rivelando l’operato degli amministratori. Finalmente qualcuno ammette che l’area industriale del Madonnino di Roccastrada è ancora più a rischio idraulico dell’area “Spiga” sulla quale si vorrebbe insediare il nuovo polo. Area in cui si è già speso denari pubblici per la messa in sicurezza idraulica non ancora completate ne certa. Se la stessa criticità dell’area “Madonnino” si paragona con l’area altrettanto critica di Braccagni (idraulica, geologica, archeologica, paesaggistica) con quale coraggio gli amministratori comunali perseverano nelle previsioni urbanistiche, da area agricola a industriale? Quali sono le cause che rendono così urgente e necessaria questa scelta? Si è forse ostaggi delle scelte sbagliate dell’attuale Presidente della Provincia?
Il bene comune, la qualità della vita, non sono forse la nostra terra, l’agricoltura, il turismo in questa Maremma ancora capace di affascinare in un mondo ormai globalizzato?

E’ necessario costruire ancora per valorizzare i nostri prodotti o serve una politica agricola diversa a sostegno dell’agricoltore che ha prodotto e ha preservato fino ad oggi il nostro paesaggio e le nostre tradizioni culturali? Quale è la politica agricola, quella di indurre alla coltivazione di pannelli solari o favorire la vocazione di produttore primario?

E’ la marginalità la nostra forza, che ci ha preservati e contraddistinto nella Toscana e nell’Italia di oggi, anche nel corso di questa crisi economica che sta punendo chi non ha avuto il senso del limite (consumo di suolo, cemento, aree industriali, poli).
Il ceramista di Montepescali Claudio Pisapia l’ha ben evocato nel suo accorato gesto, mandando in pezzi l’ocarina, con cui poco prima aveva intonato “Maremma amara”, da lui costruita in una giornata di duro lavoro come quello dei nostri badilanti che, con lacrime e sangue, hanno redento questa terra per noi che oggi ne traiamo frutto.
Il passaggio è breve e irreversibile! Basta una scelta sbagliata per compromettere il nostro futuro.

Una cosa è certa, i nostri vecchi sapevano dove costruire e calibravano con sapienza i loro gesti. Braccagni è sempre stata una strada e una locanda sviluppate al servizio delle tenute dell’agro tra un crocicchio di strade e la ferrovia. Oggi le scelte fatte l’hanno trasformata in una periferia dormitorio, ancora vivibile. Vogliamo ancora perseverare nelle scelte sbagliate e stravolgere definitivamente questo precario equilibrio?
Il Sindaco faccia un chiaro atto di coraggio ridando fiducia ai suoi elettori o si carichi il peso delle sue scelte.

 

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