Un’altra casa? Diluvio di cemento sull’Italia

Dossier di Legambiente sul consumo di suolo in Italia…  i numeri sulle costruzioni, il disagio abitativo nelle città, gli attacchi al paesaggio nelle Regioni italiane e le priorità per cambiare rotta

Quattro milioni di abitazioni realizzate negli ultimi 15 anni, un milione di case vuote nelle grandi città a fronte di un rilevantissimo disagio abitativo, con oltre 110mila famiglie sfrattate solo negli ultimi due anni, e una forte crisi del settore edilizio.
A spingere la realizzazione, tra il 1995 e il 2009, di 4 milioni di abitazioni – per oltre 3 miliardi di metri cubi di cemento – non è stata la domanda delle famiglie, ma la speculazione edilizia più bieca, per cui il prezzo delle case rimane irraggiungibile per chi ne ha bisogno. Il risultato?

Periferie cresciute a dismisura senza alcun progetto metropolitano e ambientale, senza servizi e senza trasporto urbano con una qualità della vita senza speranza di miglioramento e la crescita dissennata di seconde case sulle aree costiere e  nei territori più belli e sensibili del Paese.

Vengono mediamente mangiati dal cemento ogni anno 500 km quadrati: circa 3 volte la superficie del Comune di Milano. Ma più che i numeri assoluti (basti dire che le aree con presenza di boschi sono cresciute tra il 1990 e il 2010 di circa il 20%) sono i processi prodotti nei diversi territori a far pensare; non è solo una questione di quantità ma soprattutto di qualità delle scelte insediative. A preoccupare sono aree dove, negli ultimi 20 anni, l’urbanizzazione ha completamente stravolto il paesaggio con conseguenze irreversibili.

Il rischio più grande che l’Italia sta correndo è che non ci si renda conto che il paesaggio è la sua risorsa più preziosa. E se in teoria, il nostro è uno dei Paesi con vincoli paesaggistici più diffusi al mondo – comprendono il 47% del territorio, a dimostrazione del pregio e dell’originalità del nostro paesaggio – nella pratica queste indicazioni rimangono senza riferimenti e controlli, per i ritardi delle Regioni nel completare e aggiornare i Piani e per la latitanza del ministero dei Beni culturali, a cui si aggiunge quella dei dicasteri dell’Ambiente e delle Infrastrutture per quanto riguarda il dissesto idrogeologico, l’inquinamento delle aree urbane, l’edilizia abitativa.

Occorre, inoltre, uscire dalla logica – che ha prodotto danni inenarrabili nel territorio – per cui solo continuando a costruire case si potrà dare risposta alla domanda abitativa.

– scarica Rapporto “Un’altra casa?”

Questa voce è stata pubblicata in Riferimenti. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...