Da “esclusiva” a “prevalente funzione agricola”

Provincia di Grosseto: Comunicato Stampa, 12/7/2010
Dibattito di livello per la tavola rotonda sul Ptc
Hanno partecipato Vecchioni, Bramerini, Carri, Lamioni, Baiocco

Grosseto: Sala Pegaso al completo, questa mattina a palazzo Aldobrandeschi, per assistere alla tavola rotonda sul Ptc organizzata dalla Provincia di Grosseto. Attorno al tavolo, oltre al presidente Leonardo Marras, Annarita Bramerini (per la Regione), Federico Vecchioni (Confagricoltura), Gianni Lamioni (Camera di commercio), Francesco Carri (Iccrea Banca) e Gianni Baiocco (forze sindacali).

Marras: «Con il nuovo Ptc abbiamo scritto le regole del gioco, al quale tutti da questo momento hanno le condizioni per partecipare. L’importate è che la “cooperativa istituzionale” lavori in armonia, anche al di là delle differenze politiche, perché ora lo strumento Ptc è in campo, ed offre le opportunità al mondo economico di poter fare scelte imprenditoriali in un quadro di riferimento che detta in modo chiaro le compatibilità. La ruralità che contraddistingue il territorio, da questo punto di vista, è un’opportunità e non un vincolo, dal momento che la gran parte del territorio passa da “esclusiva” a “prevalente funzione agricola”, per favorire lo sviluppo multifunzionale delle imprese e diversificarne le fonti di reddito, a partire dalla valorizzazione delle energie rinnovabili, con l’obiettivo di farle continuare ad essere il presidio del territorio e del paesaggio. Allo stesso tempo, ad esempio con i poli agricoli produttivi, abbiamo voluto dare un segnale sulla concentrazione in aree delimitate delle funzioni industriali di trasformazione dei prodotti agricoli. Il Ptc, infatti, pur essendo uno strumento duttile, non è uno strumento neutro ed ha fatto scelte nette di tutela ambientale e di sviluppo per le attività produttive».
Vecchioni: «Negli ultimi 15 mesi sono passati di mano nel mondo 34 milioni di ettari, 20 dei quali in Africa. Questo perché la terra, in quanto fattore determinante della produzione alimentare, è un elemento insostituibile e non riproducibile. Dopo la sbornia finanziaria, l’agricoltura sta tornando al centro dell’economia perché è l’unica attività in grado di sfamare un pianeta con 6 miliardi di abitanti, e purtroppo ancora 992 milioni di morti per fame. Noi imprenditori agricoli vogliamo rimanere sulla terra, ma per farlo dobbiamo avere le condizioni di investire senza violentare la natura; d’altra parte solo la trasformazione dei prodotti base, un’efficiente logistica e la capacità di commercializzazione salveranno l’agricoltura, consentendole di produrre reddito e ridistribuirlo. Il Ptc approvato dalla Provincia di Grosseto ci consente di fare questo, e va apprezzato per l’apertura concreta che con esso gli amministratori hanno fatto alle ragioni del mondo dell’impresa agricola. A questo proposito, poiché lo sviluppo delle energie rinnovabili non può basarsi solo sull’installazione e la manutenzione degli impianti, Confagricoltura sta lavorando perché in questo territorio un’azienda come Ansaldo trasferisca know how e tecnologie per produrre qui centrali energetiche a biomasse».
Bramerini: «La Provincia di Grosseto è stata la prima ad approvare il nuovo Ptc e fino ad oggi l’unica ad accelerare i tempi di localizzazione degli impianti di produzione da energie rinnovabili, grazie ad un protocollo d’intesa e al successivo accordo di pianificazione con i Comuni. Questa capacità di attivare cooperazione istituzionale, considerando anche la vocazione del territorio, mi fa dire che in quest’area della Toscana del Sud sia possibile dare gambe ad un vero e proprio “distretto ambientale”. Qualcosa di più articolato e ambizioso del distretto rurale o di quello delle energie rinnovabili; un contenitore che può ricomprendere diversi tipi di sperimentazioni e produzioni di qualità».
Carri: «Questo Piano territoriale di coordinamento è uno strumento utilissimo al mondo bancario in una logica di governante del territorio, perché consente di comprenderne le vocazioni e di indirizzare le risorse. In questa logica proponiamo di costituire un Fondo mobiliare per investimenti sostenuto da soggetti prevalentemente bancari e istituzionali, che alimenti le operazioni strategiche per il territorio in termini di obiettivi condivisi».
Lamioni: «La cooperazione istituzionale che è stata alla base dell’elaborazione del Ptc, è un metodo virtuoso che stiamo seguendo anche sui temi dello sviluppo. Il Piano territoriale di coordinamento individua assi strategici, oltre all’impegno sulle infrastrutture calandoli nella programmazione urbanistica e paesaggistica, coerentemente con l’impegno che stiamo mettendo nel promuovere le filiere produttive come quelle turistiche, agroalimentari e della nautica, Questo territorio sta crescendo: dieci anni fa eravamo al 72° posto nella graduatoria del Pil pro-capite, oggi siamo al 48°. Il Ptc è lo strumento in grado di orientare la crescita del futuro. Le prossime iniziative saranno volte a far conoscere il territorio e le nostre bellezze, allargando all’agroalimentare, l’esperienza di successo di Maremma Wine Shire».
Baiocco: «Da questo strumento emergono molte suggestioni. Al sindacato preme che si creino posti di lavoro a più alta qualificazione possibile. Oggi turismo e agricoltura si caratterizzano per la forte stagionalità, mentre il settore industriale, anche se poco pesante in termini relativi, garantisce posti di lavoro qualificati e la metà del valore dell’export. Siamo sicuri che se le linee strategiche del Ptc verranno perseguite davvero, c’è la possibilità di generare nuova occupazione qualificata anche in settori oggi deficitari».

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