Cancellato il Polo logistico di Braccagni

La Nazione 17/7/2012

SI APRE con un vero e proprio colpo di scena, l’esame, da parte della quarta commissione, delle controdeduzioni degli uffici del Comune alle osservazioni di Regione e Provincia. Con un colpo di spugna, ieri mattina il dirigente dell’ufficio Urbanistica, Marco De Bianchi, con la sua relazione in commissione, ha di fatto cancellato il Polo Logistico di Braccagni (Pilt) per la gioia del comitato di cittadini della frazione grossetana che, sull’argomento, aveva incalzato in più di un’occasione il sindaco Bonifazi durante la campagna elettorale per il suo secondo mandato.
NELLE controdeduzioni alle osservazioni della Regione, e della Provincia, il Settore gestione del Territorio del Comune è stato infatti chiarissimo: «Il dimensionamento produttivo — si legge infatti nelle proposte di controdeduzioni pervenute ieri in quarta commissione — è giudicato sovrabbondante, non tanto per l’incidenza percentuale, ma rispetto alla stasi della domanda e soprattutto rispetto alle grandi quantità ancora da realizzare del precedente Piano regolatore. Il punto di maggior conflitto è il Pilt per il quale sembra proponibile un insediamento limitato alle funzioni produttive (non logistiche su ferro) del settore agroalimentare, coerentemente anche con le valutazioni effettuate dalla Provincia».Insomma cancellato il Polo Logistico, che nel regolamento adottato prevedeva un insediamento di 180.000 metri quadrati di superficie utile lorda (Sul), e previsto al suo posto un insediamento, sempre nella zona nord di Braccagni, di 20.000 metri quadrati (da destinare al settore agroalimentare). Ma saranno decisamente ridimensionante, (nel caso che il Consiglio comunale faccia proprie la proposta di controdeduzioni degli uffici tecnici dell’Amministrazione comunale) anche gli insediamenti produttvi di Poggetti Nuovi e della ex Stu a Barbanella. Un ridimensionamento dell’occupazione del suolo, rispetto al Regolamento urbanistico adottato, che non riguarderà però soltanto gli insediamenti produttivi ma anche quello residenziali. Recependo così il monito della Regione, che aveva fatto rilevare al Comune di aver consumato, con un solo regolamento urbanistico il 70% delle previsioni residenziali, dell’intero Piano strutturale, che al contrario dovrebbe realizzarsi nell’arco di tre regolamenti urbanistici.

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Il Regolamento Urbanistico resta al palo

e con lui il polo logistico intermodale…

Legge Regione Toscana n.66/2011Art. 142
Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata
1. Nelle aree classificate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali (PRG) o dai PAI di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), come aree a pericolosità idraulica molto elevata è consentita esclusivamente la realizzazione di infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili, a condizione che sia garantita la preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per tempo di ritorno duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica a monte e a valle.
2. Sugli immobili ricadenti nelle aree di cui al comma 1, nelle more della messa in sicurezza delle aree interessate, sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché la demolizione senza ricostruzione di edifici e manufatti esistenti. Nel rispetto delle limitazioni e prescrizioni di cui ai commi 3 e 4 sono altresì consentiti:
a) gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche di cui all’articolo 79, comma 2, lettera a), della l.r. 1/2005 ;
b) gli interventi di restauro e risanamento conservativo;
c) i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree anche in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del teritorio);
d) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 79, comma 2, lettera d) della l.r. 1/2005 , se previsti dal PRG o dal regolamento urbanistico;
e) gli interventi di addizione volumetrica di cui all’articolo 78, comma 1, lettera g) della l.r. 1/2005 , se previsti dal PRG o dal regolamento urbanistico.
3. Gli interventi di cui alle lettere a), b), c) d) ed e) del comma 2 non possono determinare:
a) creazione di nuove unità immobiliari con destinazione d’uso residenziale o che comunque consenta il pernottamento o incremento del numero delle unità medesime;
b) aumento della superficie coperta dell’edificio oggetto di intervento.
4. Per gli interventi di cui alle lettere a), b), c) d) ed e) del comma 2 il progettista assevera:
a) l’assenza o l’eliminazione di pericolo per le persone e i beni, anche tramite sistemi di autosicurezza;
b) che l’intervento non determina aumento dei rischi e delle pericolosità a monte e a valle.
5. Nelle aree di cui al comma 1 gli interventi comportanti modellazioni del terreno non rientranti nell’art. 80, comma 1, lettera d) della l.r. 1/2005 , ovvero realizzazione di recinzioni o muri di cinta, sono consentiti solo laddove non si determini aumento del livello di pericolosità in altre aree. Al riguardo il progettista produce apposita asseverazione.
6. Il presente articolo non si applica:
a) agli interventi previsti dai piani attuativi di iniziativa pubblica, privata, o pubblico-privata, con i relativi interventi di messa in sicurezza idraulica, approvati prima della data di entrata in vigore della presente legge;
b) ai progetti di opere pubbliche, previsti negli strumenti urbanistici vigenti, con i relativi interventi di messa in sicurezza idraulica, approvati prima della data di entrata in vigore della presente legge;
c) agli interventi per i quali sia stato rilasciato il permesso di costruire o sia stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), completa della documentazione necessaria, prima della data di entrata in vigore delle presenti disposizioni;
d) agli interventi in aree che al momento di entrata in vigore della presente legge sono classificate in pericolosità idraulica molto elevata nel caso in cui, a seguito di ulteriori indagini o di interventi di messa in sicurezza, risultino classificate dai piani di assetto idrogeologico, al momento della presentazione della pratica edilizia per il permesso di costruire o per la SCIA, in pericolosità idraulica inferiore.

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Partecipazione? verifica Garante Comunicazione Regione Toscana e lettera al Sindaco

Il Coordinamento di Osservazione e Valutazione del Polo Logistico di Braccagni, altri Comitati e Associazioni, chiedono al Garante regionale della Comunicazione Massimo Morisi, all’Autorità della Partecipazione Rodolfo Lewanski e all’Assessore al Territorio della Regione Toscana Anna Marson, di verificare se e quanto il percorso partecipativo, concernente il Regolamento Urbanistico, sia stato effettivamente adeguato ai temi e ai problemi concernenti le scelte urbanistiche della città e in particolare i nuovi insediamenti produttivi e logistici di Braccagni.
E di accertare se e quanto la partecipazione promossa dal Comune sia stata efficace nel fornire le informazioni necessarie ai cittadini e nell’orientare le scelte del Comune.

Ad un tempo chiedono al Sindaco e alla nuova Giunta del Comune di sottoporre preventivamente a pubblica discussione i criteri che l’Amministrazione intende seguire nel sottoporre al Consiglio le controdeduzioni del Comune alle osservazioni avanzate al Regolamento urbanistico adottato e di prevedere comunque, in sede di approvazione del Regolamento urbanistico stesso, uno specifico strumento di monitoraggio pubblico e aperto alla pubblica consultazione e discussione, da attivare periodicamente per verificare il funzionamento e gli effetti delle previsioni del regolamento.

Al Sindaco di Grosseto
Agli Assessori della Giunta di Grosseto
e p.c. Ai Consiglieri Comunali

I contenuti del Regolamento Urbanistico evidenziano numerose criticità, testimoniate dalla stessa mole di osservazioni presentate, che attengono sia a previsioni vistosamente sovradimensionate sia a specifici contrasti con gli strumenti urbanistici provinciali e regionali.

Per questo, a tutela del bene comune e secondo una pratica che, anche per impulso del Garante regionale della comunicazione, si va diffondendo, chiediamo una pubblica discussione sulle controdeduzioni o quanto meno sui criteri ai quali l’Amministrazione vorrà attenersi ai fini della loro formulazione, prima della loro trattazione in Consiglio comunale, così da poter fornire anche a tale sede istituzionale, ulteriori elementi di valutazione e decisione.

Chiediamo inoltre, fin da ora, di poter partecipare, assieme agli altri comitati e associazioni, al monitoraggio di tutta la fase successiva all’approvazione e concernente il processo di realizzazione delle grandi opere previste, a tutela della piena informazione dei cittadini su realizzazioni ed effetti in corso d’opera.

Gr 19 luglio 2011

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Il Tirreno – Il Comune corregge il RU: bando per eliminare gli errori

di Francesca Ferri – Il Comune corregge il Regolamento Urbanistica: bando per un professionista che elimini gli «errori materiali» Sono anche da vagliare le molte osservazioni, ci vorranno mesi – Aaa professionista cercasi per correggere il Regolamento Urbanistico del Comune di Grosseto. Non è un abbaglio ma l’intenzione dell’amministrazione, vergata nero su bianco con delibera di Giunta dello scorso 21 giugno: bisogna arruolare un esperto esterno che dia una mano al personale dell’Urbanistica a vagliare la valanga di osservazioni piovute sul Regolamento. E questo costerà al Comune 21mila 500 euro, che è il compenso previsto per il certosino emendatore. leggi articolo ->

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Le nostre osservazioni al RU di Grosseto

Oggi scade il termine per la presentazione delle osservazioni al RU (Regolamento Urbanistico di Grosseto), strumento urbanistico che renderà possibile, se approvato, la realizzazione dei 33 ettari di Polo Logistico Intermodale a Braccagni e non solo. Anche noi, assieme a molti altri cittadini, abbiamo presentato le nostre osservazioni, ma andiamo con ordine:
Il Comune di Grosseto ha una vasta estensione (170 km2), una densità di soli 173 ab/km2 (82.000 abitanti) e ben 11 frazioni molto eterogenee tra di loro.  Il RU, quindi, non poteva essere uno strumento di facile lettura ma “lor signori” non si fidavano e hanno fatto di più! Hanno prodotto un documento di 217 file

e non si sono fermati qui: tra i 217 file non esiste un disegno d’insieme e le schede che rappresentano gli interventi principali hanno una dimensione fissa in cui l’area, oggetto dell’intervento, è scalata in modo da riempire il foglio. Non è possibile, quindi, avere un’idea d’insieme ne avere una percezione visiva delle reali dimensioni degli interventi previsti. Sotto un esempio: due schede relative a due interventi contigui nella frazione Braccagni (a sinistra il Polo Logistico Intermodale a destra nuovi insediamenti abitativi) e sotto ancora le stesse schede scalate in modo da dare la stessa scala alle due aree di intervento. Si nota come l’area PILT (Polo Logistico Intermodale) appaia ben più grande della già spropositata previsione di nuovi insediamenti (vedi relativa osservazione) …


Detto questo abbiamo esaminato i numeri. Anche in questo caso non vi sono tabelle riassuntive! E’ stato necessario creare una data base con tutti i dati riportati sulle singole schede e analizzarli con i grafici che riportiamo di seguito. Il primo dato clamoroso sono le previsioni di crescita quinquennale della popolazione pari a +10.975 abitanti. Si tratta di un aumento doppio rispetto alla media globale, di quasi 7 volte quella nazionale in netta contro tendenza con una tendenza europea addirittura negativa!
Si osserva che questa tendenza era già stata messa in luce dal Rapporto europeo del 2006 “Urban sprawl in Europe, the ignored challenge” in cui si riportava (pag. 15) il grafico in cui la Provincia di Grosseto appariva tra quelle meno virtuose d’Europa: a fronte di una riduzione di popolazione (-) vi era un alto grado di nuove urbanizzazioni (++). Non si tratta di una novità, quindi, per il nostro comune, che evidentemente attira, spopolandoli, abitanti dei piccoli comuni interni uccidendo una delle caratteristiche toscane individuate anche dal PIT (Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana) Art. 4.

Grosseto non ha nessun bisogno di un tale aumento di popolazione ed è contro le norme del PIT e PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) che tutelano il sistema policentrico degli insediamenti come fattore fondamentale dell’identità regionale. Grosseto è aumentata di 10.000 abitanti in 18 anni (1991-2009) e oggi si vogliono far insediare quasi 11.000 abitanti in cinque anni!

Detto questo osserviamo la forte disomogeneità della distribuzione dei nuovi abitanti: si passa da  +2,8% di Marina di Grosseto a +18,4% di Braccagni. Mentre a Braccagni cresce vi sono frazioni della stessa Grosseto, come Montepescali a tre km da Braccagni, che si spopolano, in cui le poste chiudono, chiudono i negozi alimentari e in cui i vecchi sono portati in città da un volontario grazie a un pulmino acquistato dalla comunità stessa! Il grafico sotto rappresenta in rosso le previsioni di aumento della popolazione previste dal RU. Nell’ascissa sono rappresentati, in ordine di popolazione, le varie frazioni di Grosseto, l’ultima è Grosseto.
 Dopo queste premesse è facile capire come tutte le previsioni di sviluppo artigianale, turistiche etc. siano del tutto sballate e il consumo di suolo enorme: 801 ettari di suolo interessato in cinque anni di cui 437 ettari di suolo agricolo (in azzurro nel grafico sottostante).
In particolare (da destra a sinistra): 300 ettari per aree produttive, 225 ettari per residenze, 89 ettari per alberghi e turismo, 67 ettari per cultura, 40 ettari per sosta camper e 21 ettari per centri commerciali nonché 3 ettari di nuovi stabilimenti balneari a Marina di Grosseto!

In particolare, se andiamo a vedere dove si concentrano gli interventi scopriamo che vengono presi di mira Braccagni (quarta posizione da sinistra) e Roselle (sesta) Il Territorio Aperto (campagna – ottavo) e logicamente la tentacolare Nuova Grosseto. In Giallo suolo occupato per produttivo, in Rosso per residenze in Azzurro per sosta camper, Blu per il commerciale etc.

Per approfondire vedi osservazioni:
Polo Logistico Intermodale di Braccagni;
Area artigianale del Madonnino;
Espansione residenziale di Braccagni;
Città e osservazioni generali.

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Braccagni: Assemblea Pubblica dopo l’adozione del Regolamento Urbanistico

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Braccagni 22/2/11: Dichiarazioni del Sindaco Bonifazi

Dichiarazioni fatte dal Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, in occasione dell’incontro pubblico voluto dai comitati locali per discutere del ventilato progetto di un Polo Logistico Intermodale di 33 ettari ubicato nella frazione Braccagni.

Questa questione del Polo Logistico presenta tante tipicità, e questo l’ho detto, tipicità che sono di un piano che, evidentemente, chi propone alla amministrazione non ha rappresentato in tutte le sue forme e aspetti al di la del luogo in cui si va a inserire: l’aspetto economico, l’aspetto dell’impatto ambientale, l’aspetto di un polo che, diciamo, in qualche modo contiene tutto.
Però, come giustamente diceva Giancarlo, quando si parla di un Polo Logistico e di questo si è parlato da tanti anni si parla di tutte queste cose, non è che si parla di un Polo Logistico dove io ci vedo soltanto un aspetto che mi può interessare e non di altre cose. Si parla di un Polo che prevede tutto, anche la autoalimentazione energetica, tant’è che era prevista una centrale elettrica a bio masse. Il discorso dell’agro-alimentare è un discorso che si può fare se, diciamo, è prevista la possibilità di utilizzare lo scalo ferroviario, sono state viste alcune ipotesi. Si può fare anche in un altro luogo se non è sufficientemente valido quello scalo ferroviario. Perché questa autorizzazione ancora non è stata data a livello di Trenitalia. La autorizzazione non la può dare neanche Trenitalia, perché l’autorizzazione la rilascia il responsabile della logistica nazionale. E’ chiaro che se viene meno l’aspetto dello scambio ferroviario, come diceva prima Andrea che faceva altre ipotesi, ma noi abbiamo visto anche altre che vanno più verso Sud, verso Grosseto.
Allora il programma sta sul fatto di che cosa: che noi si devono naturalmente cercare di introdurre delle filiere che riguardano i settori portanti che sono due nel nostro territorio che sono: il settore dell’agricoltura e il settore del turismo.
Perché non tutti come me lavorano nel pubblico impiego. La maggior parte della nostra popolazione lavora nel settore pubblico, nel pubblico impiego, non so se mi spiego.
Se noi domandiamo ai grossetani quale è il primo problema che hanno, 60 su 100 diranno che è il lavoro. Con questo non significa che si deve distruggere il territorio, il territorio in senso generale. Però bisogna porsi il problema di quale modello di sviluppo abbiamo. Perché il libero professionista, naturalmente l’artista, l’artigiano, l’imprenditore e così via, ci sono anche queste… parlando di 31000 piccole aziende nel territorio. Allora noi dobbiamo creare anche queste condizioni. Quindi il ragionamento va visto nel senso più ampio del termine.
Aver, in qualche modo attivato un percorso partecipativo, può essere questo il discorso?
In ritardo?
Può essere questo il discorso?
Cioè quindi anche di sentire maggiormente quelle che sono le necessità su ogni argomento che deve essere portato avanti?
Se questo qui è il discorso, la necessità, è stata una carenza?
Bene, se ne prende atto, non è che si fanno sempre bene le cose.
Di conseguenza il progetto PILT è un progetto che non sta in piedi, fino a oggi, è un progetto che non sta in piedi da tanti punti di vista. Probabilmente non sta in piedi nemmeno la società che, diciamo, che ha, che pensava di fare un investimento così ampio. Quello che a noi interessa è il settore agro-alimentare. Si può emendare il Piano Urbanistico si può fare, se non c’è un soggetto e un progetto che come ho detto prima con tutte le criticità che venivano evidenziate prima. Le criticità che sono state dette e che l’Arch. De Bianchi ha provato a esplicitare, naturalmente utilizzando purtroppo il linguaggio che la pubblica amministrazione italiana ha oggi se non ci sono le condizioni non si fa. Tutto qui. Capito?
Quell’area ha delle criticità per poter fare questo tipo di intervento. Se noi però non riusciamo ad avere lo scambio ferroviario è chiaro che a quel punto fa decadere anche eventualmente l’ubicazione. Non so se mi spiego.
Sembra che gli amministratori siano un gruppo di cialtroni e di pellegrini, capito?….
Loro non sanno niente perché il progetto è stato presentato soltanto a livello regionale e per essere approvato deve essere portato a livello nazionale.
Le cose si valutano e si vedono e si portano avanti.
Questi aspetti li valuteremo più a fondo e attiveremo ancora di più il percorso partecipativo.
Quindi non è un discorso di chiudere la porta o di dire questo è quello che si fa e si porta avanti.
Ci saranno ancora delle valutazioni da fare e poi, naturalmente, l’amministrazione farà le sue scelte e su quello sarà valutata.

Il giorno dopo, 23 febbraio, in assoluto silenzio è stata adottata la “Variante al Piano Strutturale per adeguamento al quadro normativo regionale – Adozione ai sensi dell’art. 17 L.R.T. 1/2005 e s.m.i.” che permetterà l’inserimento del progetto PILT nel Regolamento Urbanistico.

Il 28 marzo, 34 giorni dopo, il Regolamento Urbanistico è stato adottato.

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Assemblea Pubblica: Braccagni 27 Aprile

Comitati di Montepescali e Braccagni:
(volantini alta risoluzione per la stampa)


il giorno mercoledi’ 27 aprile alle ore 21 presso l’ex asilo in via Garibaldini a Braccagni.
Per informare tutti i cittadini sul Polo Logistico dopo l’adozione del Regolamento Urbanistico del comune di Grosseto e decidere quali azioni prendere in merito
Sono invitati a partecipare anche i candidati e i rappresentanti delle liste per le elezioni amministrative di Grosseto.

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Lor signori danno il via libera al Polo Logistico di Braccagni

di Piero Innocenti

Torno a casa (come molti di quelli che erano con me oggi) con lo stato d’animo di chi è schifato, ma ammaestrato, dalla giornata trascorsa ad assistere alla discussione, in Consiglio comunale, sulla adozione del regolamento urbanistico, e conseguente pre-condizione del progetto di così detto Polo logistico a Braccagni.

La giudico surreale: dopo la discussione (resa fittizia dal contesto) una maggioranza (che mi sembra morente, e non solo perché a fine legislatura) ha saputo esprimersi solo col marmoreo e sprezzante silenzio del Sindaco e degli assessori interessati, che hanno trascurato l’elementare dovere di replica nei confronti di chi muoveva loro osservazioni, ma sopratutto nei confronti del pubblico che presenziava attento la discussione, rimasta senza risposte.

Ha risposto solo una precostituita forza numerica che si è imposta senza argomentare, anche grazie al comportamento di due consiglieri di Braccagni e di Montepescali (2° e 6° da destra della 2° fila), che non hanno esitato (non senza vergognarsi, mi è parso, almeno un poco) a comportarsi ignorando le aspettative dei loro rappresentati.

A testimonianza di una certa schizofrenia della discussione, considerazioni raziocinanti sul polo di Braccagni sono emerse a mio giudizio solo in interventi venuti da posizioni politiche molto lontane fra loro, ma convergenti nel bisogno di considerare il problema dell’insediamento a Braccagni con laicità, senza calpestare le istanze del territorio, e senza voler imporre posizioni precostituite, come mi pare sia accaduto in fino ad oggi. Alludo agli interventi dei consiglieri Lolini e Zaccherotti (in rigoroso ordine alfabetico), cui invio per conoscenza e mera documentazione, essendomi complimentato con ambedue per quanto hanno argomentato in Consiglio.

Personalmente sono stato troppe volte in vita mia dalla parte della sconfitta, per scompormi più di tanto. Ritengo però che la vicenda di oggi faccia chiarezza su chi sta dalla parte di chi, e penso che se segna la fine della speranza in una conclusione immediata dell’iter, è (o può essere) l’inizio di un percorso politico diverso per il futuro, con una maggior attenzione alle successive tappe e una conseguente ancor maggiore mobilitazione e ricerca di alleanze. E anche un maggiore spessore tecnico, visto che sul terreno delle Osservazioni da fare al regolamento occorrrerà, penso, essere assai puntuali.

Se dopo aver fatto sit in davanti al Comune lo dovremo fare davanti alle ruspe, si farà così.
Un caro saluto a tutti, e ai politici (di qualunque schieramento) che si preparano a competere per il rinnovamento della asfittica vita municipale di questa città che fatica ad essere città, buon lavoro; come diceva il Grande Timoniere, che cento fiori fioriscano…

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No al Polo – Lunedì 28 Marzo davanti al Municipio ore 9.30

Lunedì 28 Marzo davanti al Municipio alle ore 9.30
conferenza stampa

Lunedì 28 marzo il Consiglio Comunale di Grosseto si riunirà per adottare il nuovo Regolamento Urbanistico che prevede un cambio di destinazione d’uso di oltre 40 ettari di terreno agricolo a industriale per realizzare 33 ettari di Polo logistico Intermodale con 18ettari di capannoni.

I cittadini, indignati perché mai interpellati su questa decisione degli amministratori, saranno presenti nella sala consigliare durante tutta la seduta di approvazione del Regolamento Urbanistico (Lunedì, 9.00 – 18.00)
Nella foto i cittadini indignati sotto il monumento al Badilante la cui targa recita: “Vollero non disperdere il ricordo dei “badilanti” a loro che “fecerol’impresa” la gratitudine della Maremma”

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Montepescali: incontro pubblico

al Museo di Montepescali alle ore 21.00 si parlerà del progetto dei nostri amministratori di realizzare un Polo Logistico Intermodale di 33 ettari…

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Polo logistico intermodale: Il Sindaco a Braccagni

di Edo Galli

C’è una cosa che è emersa con evidenza nell’assemblea infuocata di Martedì 22 all’ex asilo di Braccagni organizzata dai “preoccupati” del Comitato SOS Braccagni. La dice Giancarlo Tei Presidente della “IV Commissione Consiliare sul Polo Logistico” rivelando l’operato degli amministratori. Finalmente qualcuno ammette che l’area industriale del Madonnino di Roccastrada è ancora più a rischio idraulico dell’area “Spiga” sulla quale si vorrebbe insediare il nuovo polo. Area in cui si è già speso denari pubblici per la messa in sicurezza idraulica non ancora completate ne certa. Se la stessa criticità dell’area “Madonnino” si paragona con l’area altrettanto critica di Braccagni (idraulica, geologica, archeologica, paesaggistica) con quale coraggio gli amministratori comunali perseverano nelle previsioni urbanistiche, da area agricola a industriale? Quali sono le cause che rendono così urgente e necessaria questa scelta? Si è forse ostaggi delle scelte sbagliate dell’attuale Presidente della Provincia?
Il bene comune, la qualità della vita, non sono forse la nostra terra, l’agricoltura, il turismo in questa Maremma ancora capace di affascinare in un mondo ormai globalizzato?

E’ necessario costruire ancora per valorizzare i nostri prodotti o serve una politica agricola diversa a sostegno dell’agricoltore che ha prodotto e ha preservato fino ad oggi il nostro paesaggio e le nostre tradizioni culturali? Quale è la politica agricola, quella di indurre alla coltivazione di pannelli solari o favorire la vocazione di produttore primario?

E’ la marginalità la nostra forza, che ci ha preservati e contraddistinto nella Toscana e nell’Italia di oggi, anche nel corso di questa crisi economica che sta punendo chi non ha avuto il senso del limite (consumo di suolo, cemento, aree industriali, poli).
Il ceramista di Montepescali Claudio Pisapia l’ha ben evocato nel suo accorato gesto, mandando in pezzi l’ocarina, con cui poco prima aveva intonato “Maremma amara”, da lui costruita in una giornata di duro lavoro come quello dei nostri badilanti che, con lacrime e sangue, hanno redento questa terra per noi che oggi ne traiamo frutto.
Il passaggio è breve e irreversibile! Basta una scelta sbagliata per compromettere il nostro futuro.

Una cosa è certa, i nostri vecchi sapevano dove costruire e calibravano con sapienza i loro gesti. Braccagni è sempre stata una strada e una locanda sviluppate al servizio delle tenute dell’agro tra un crocicchio di strade e la ferrovia. Oggi le scelte fatte l’hanno trasformata in una periferia dormitorio, ancora vivibile. Vogliamo ancora perseverare nelle scelte sbagliate e stravolgere definitivamente questo precario equilibrio?
Il Sindaco faccia un chiaro atto di coraggio ridando fiducia ai suoi elettori o si carichi il peso delle sue scelte.

 

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Braccagni: Basta consumo di terreno agricolo!

Ieri a Braccagni si è svolto un incontro pubblico sul progetto di Polo Logistico Intermodale (17 ettari di capannoni su un area di 33 ettai) al quale ha partecipato l’ Assessore al Governo del territorio e pianificazione commerciale di Grosseto, Moreno Canuti, i candidati a Sindaco di Grosseto per le prossime elezioni Massimo Felicioni e Mario Lolini,  il Movimento 5 stelle, l’arch. Roberto Aureli e molti cittadini della frazione Braccagni di Grosseto.

Dopo un inizio prudente gli interventi del pubblico, tra cui quello del  presidente del Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro” di Braccagni, Edo Galli (che potete vedere sotto) hanno decisamente evidenziato la volontà generale dei cittadini di combattere ulteriori cementificazioni e nuove cattedrali nel deserto come l’urbanizzazione di 40 ettari realizzata da Marras a Roccastrada (18 milioni di euro tra urbanizzazione e idrovore per la messa in sicurezza dalle alluvioni) ancora oggi del tutto inedificata a dieci anni dai primi bandi di assegnazione dei lotti.

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Resoconto 2010

Inizia un nuovo anno e facciamo gli auguri a tutti voi che ci avete supportato aderendo alla nostra iniziativa. In questi sei mesi le nostre azioni di sensibilizzazione hanno rallentato l’iter dei progetti denunciati e l'”Appello per la Maremma” ha raggiunto circa 300 adesioni ma non basta. Dobbiamo mantenere alta la guardia e continuare a diffondere l’appello per aumentare le adesioni e avere più forza per riportare chi ci governa alla ragione del bene comune. 
Aderisci all’appello
Ecco, di  seguito, l’ottimo stato di salute del nostro blog.

Healthy blog!

Il Blog-Health-o-Meter™ indica Wow.

I numeri

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Un Boeing 747-400 trasporta 416 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 4,000 volte nei suoi primi sei mesi di vita. Sono circa 10 747 pieni!.

Abbiamo pubblicato 81 articoli. Abbiamo caricato 43 immagini, per un totale di 2mb. Una media di 4 immagini al mese.

Il giorno di maggior traffico è stato il 28 Luglio con 228 visite. L’articolo più letto in quel giorno è stato  Adesioni all’Appello.

Da dove sono arrivati?

La maggior parte dei contatti sono arrivati da facebook.com, braccagni.info, lasentinelladellamaremma.wordpress.com, montepescali.it, e mail.live.com.

I visitatori ci hanno trovato cercando soprattutto polo logistico braccagni, polo logistico di braccagni, braccagni.

Maggiori attrazioni nel 2010

Di seguito gli articoli e le pagine più viste.

1

Adesioni all’Appello Luglio 2010
10 commenti

2

“Appello urgente per la Maremma” Luglio 2010
7 commenti

3

Cosa succede a Braccagni Luglio 2010
6 commenti

4

Per aderire all’appello o contattarci Luglio 2010

5

Eccoci Luglio 2010
1 commento

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La Repubblica FI – Regione, arriva lo stop per gli impianti fotovoltaici

di Massimo Vanni – firenze.epubblica.itLa giunta ha approvato una delibera che sarà discussa in Consiglio a gennaio. Previsto il divieto per le strutture destinate alla produzione su scala industriale. Ammesse solo le piccole installazioni Toscana off-limits per gli impianti fotovoltaici a terra. Sono ammesse le piccole installazioni, quelle al di sotto dei 200 kw, cioè sotto i 4.000 metri quadrati di superficie. Per gli impianti più grandi, destinati alla produzione su scala industriale e non solo all’autoconsumo, niente da fare. La giunta regionale guidata da Enrico Rossi ha approvato una delibera che verrà discussa dal Consiglio regionale a gennaio. E se l’esito sarà favorevole, scatterà il divieto che potrebbe bloccare anche le richieste di mega-impianti da 40 ettari già presentate in Maremma. Un possibile pericolo per agricoltura e territorio denunciato sei mesi fa dal presidente di “Slow Food” Carlo Petrini proprio dalle pagine di Repubblica. [N.B.: Slow Food Grosseto, da noi interpellata, non ha aderito all’  “Appello urgente per la Maremma” ] Continua a leggere

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Corriere – Roccastrada “Il polo industriale del Madonnino ora è realtà”

il vice-sindaco del Comune di Roccastrada Fenili: è iniziato un periodo di congiuntura economica sfavorevole che sta durando più del normale. Stiamo preparando il bando per il secondo stralcio con elementi di maggiore stimolo, rispetto al primo, per favorire i nuovi insediamenti. Sarà “Un punto nevralgico strategico, che potrà facilitare, una volta che l’economia sarà in risalita, l’insediamento di nuove imprese. Gli imprenditori saranno avvantaggiati, grazie anche alle vie di comunicazione e alla vicinanza con i maggiori centri, nonché con il futuro polo intermodale di Braccagni. Roccastrada punta sul polo industriale per dare un futuro anche e soprattutto ai suoi cittadini: il polo industriale e il polo intermodale tratterranno i giovani che vanno via dalla nostra terra per cercare lavoro altrove. Leggi articolo->

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Cattedrale nel deserto

A Latina un “Polo Intermodale fantasma” di 1 ettaro (a Braccagni ne sono previsti 33) finisce a scrtiscialanotizia.  Vedi filmato

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Braccagni domani: quale futuro?

Incontro per una scelta consapevole
29 Ottobre 2010
Via Garibaldini (ex-asilo), Braccagni – GR
dalle ore 18.00 tra musica e merenda

incontro con Andrea Bertaglio
giornalista esperto di temi ambientali, politici e sociali. Fa parte del Movimento per la Decrescita Felice. Ha lavorato nel 2007 presso il “Centre on Sustainable Consumption and Production”, centro nato dalla collaborazione tra il “Wuppertal Institut per il Clima, l’Ambiente e l’Energia” e UNEP, il “Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente”.

proiezione del film “Il suolo minacciato
di Nicola Dall’Olio “Dalla Food Valley un allarme contro il consumo di territorio” con:
L. Mercalli (Climatologo, Pres. Soc. Meteorologica Italiana), E. Salzano (Urbanista, http://www.eddyburg.it), W. Sachs (Sociologo, Ricercatore al Wuppertal Inst.), C. Petrini (Fondatore di Slow Food) e altri.

Il degrado della natura è, infatti, strettamente connesso alla cultura che modella la convivenza umana, per cui «quando l’«ecologia umana» è rispettata dentro lasocietà, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio»
(“Se vuoi coltivare la pace, custodisci il creato” – Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la celebrazione della XLIII giornata mondiale della pace, 1° Gennaio 2010)

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Volantinaggio a Braccagni

Inizia la campagna di informazione dei cittadini di Braccagni

Questo il volantino:

Lo scopo di questo volantino è quello di fornire informazioni circa un progetto di imminente realizzazione che inciderà fortemente sulla vita dei cittadini di Braccagni.
Le amministrazioni della Provincia e del Comune di Grosseto hanno annunciato la prossima realizzazione di un Polo Logistico a Braccagni.
La società srl PILT ha proposto, nel marzo del 2008, al Comune di Grosseto di costruire 170.000 mq coperti su 33 ettari (8 ettari in più dello stesso paese)


Vi vogliamo rendere partecipi delle fortissime perplessità sull’intero progetto:
• La generale crisi che interessa l’industria globale.
• L’eccessivo dimensionamento del progetto rispetto alle possibili quantità di merce da movimentare.
• L’assenza di caratteristiche di intermodalità, per la lontananza da porti e da aeroporti.
• La vicinanza di due poli intermodali (Civitavecchia e Livorno).
• La radicale trasformazione del territorio.
• La presenza di rischi idrogeologici e geomorfologici accertati.
• La carenza d’acqua nel territorio.
• L’eccessivo dispendio di risorse pubbliche.
• La presenza di un importante sito archeologico adiacente alla zona di realizzazione del polo.
• L’aumento di traffico, rumore e inquinamento contribuiranno a peggiorare la qualità della vita e provocheranno una probabile perdita di valore degli immobili già esistenti.

Teniamo a precisare che non siamo contrari né agli insediamenti industriali né ai posti di lavoro che da questi insediamenti possono derivare. Siamo favorevoli a tutti gli interventi realmente vantaggio-si per la comunità nel suo complesso.
Desideriamo inoltre mettere in guardia la cittadinanza da coloro i quali, sfruttando la sete di lavoro, promettono occupazione per avere consenso e poter realizzare in tal modo “cattedrali nel deserto” che sono destinate, non solo a non creare occupazione ma ad arrecare danni irreversibili al nostro paese.
La zona industriale di Roccastrada, realizzata al confine con Braccagni, è un esempio di questa “logica”: a distanza di 10 anni dalla sua nascita non si sono verificati né nuovi insediamenti industriali né nuovi posti di lavoro.

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Cartellone a Braccagni

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Corriere – Il Telegraph stronca la Maremma

di Mattia Cialini – L’autorevole quotidiano britannico lancia l’allarme: la bellezza  sta sfiorendo. “Talamone, Seggiano, Braccagni: l’ambiente è in grave pericolo”. Il giornalista Jasper Rees punta l’indice contro un’evidente – a suo dire – decadenza ambientale della regione. Ogni inglese della classe media ha nel cuore una cartolina: la campagna toscana. Un luogo bucolico, set cinematografico tra colli e uliveti, paesaggi mazzafiato e giochi di luce incantevoli. Poi insinua un dubbio atroce. “Ma è realmente così?”. Quindi passa in rassegna una serie di storture, da San Gimignano alla Val d’Orcia. E poi si passa alla Maremma. Viene preso di mira il monte Amiata , in cui “il livello di inquinamento è già molto alto”. Poi l’affondo sull’annosa questione della geotermia e l’allarme per le turbine eoliche che deturperebbero i vigneti di Scansano . Poi è turno del nascente polo di Braccagni -> leggi articolo

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Nazione – La Polemica, Carlotti: il ritardo del Regolamento urbanistico è incredibile

Gli interventi necessari per la città sono ben altri e molto meno teatrali. «…La realizzazione del centro intermodale a Braccagni, necessario per lo sviluppo di tutto il territorio comunale e provinciale e forse anche limitrofo, quali ricadute avrà sulla frazione quali saranno oltre ai certi malefici che la stessa avrà i benefici e le ricadute positive? Sono state valutate, oltre che nelle segrete stanze, anche con i cittadini di Braccagni? Da un professionista della politica aspettavamo altro». -> leggi articolo

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La Nazione – Grosseto «Guerra aperta al degrado Ecco la città del futuro»

Bonifazi su urbanistica, sviluppo, sociale ed economia – E il polo logistico di Braccagni? «Considerando che uno dei punti fermi per l’ammodernamento è lo sviluppo economico, il polo di Braccagni è una necessità. Ovviamente fatti salvi il rispetto delle normative per quanto riguarda l’inquinamento, oppure l’impatto sull’ambiente. Ma è una piattaforma troppo importante, sia per l’agroalimentare, che per la movimentazione di merci in generale, anche guardando al porto di Piombino». –> leggi articolo

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Cartello a Montepescali

20 Agosto 2010 –  in assenza di informazione da parte dell’amministrazione è stata montata sul balcone della Maremma (Montepescali) una cornice bianca che inquadra il paesaggio che verrà trasformato dalla realizzazione del Polo Logistico di Braccagni con un fotomontaggio ipotetico di quanto verrà realizzato completo dei dati disponibili che riportiamo di seguito.

33 ettari area interessata PILT (37 ettari previsti da UTOE);
170.000 mq coperti: logistica, magazzini, opifici, strutture per il commercio ed uffici (PILT);
1.950 m di binari (PILT);
Piazzale per stoccaggio contenitori e movimento automezzi (PILT);
Ristoranti, alberghi, banche e servizi ai mezzi e agli autisti (PILT);
n. 2 treni a settimana previsti, n.1 per Novara, n.1 per Verona (*).

La previsione del polo logistico mira a potenziare e riqualificare le aree industriali del capoluogo, nonché a creare le necessarie disponibilità di spazi da destinare ad aree retro portuali per i porti limitrofi (Piombino, Livorno, Civitavecchia), ed attrarre nuovi investimenti produttivi; in tale ambito saranno localizzate superfici coperte dedicate alla produzione e/o a fasi di trasformazione, aree per la logistica di materie locali o aree di stoccaggio. La Delibera di Giunta n.397/08 approva la proposta (prot.35013/08) della società PILT spa, capitale pubblico/privato: “Atto di indirizzo per la promozione della realizzazione di un’area industriale a specializzazione logistica in loc. Braccagni e per l’avvio della valutazione della proposta di Piano complesso di intervento presentato dalla Soc. PILT”(*).

Vincolo Acheologico (*): dopo una prima fase di analisi archeologiche a sfondo diagnostico eseguite in base alla convenzione di “Consulenza Archeologica sulla futura Area Polifunzionale in località Braccagni” stipulata fra la ditta PILT e la Cattedra di Archeologia Medievale del Dipartimento di Studi Storici e Geografici dell’Università di Firenze si è ritenuto possibile procedere alla Variante urbanistica, a condizione che gli interventi diretto ad intaccare il sottosuolo siano preceduti da indagini geofisiche, prospezioni di superficie e aeree molto dettagliate che potranno essere seguite da scavo archeologico;
Classificazione acustica: l’area interessata passerà a Classe V (Aree prevalentemente industriali: insediamenti industriali e con scarsità di abitazioni);
Fattore di rischio geologico (*): Pericolosità geomorfologica elevata (G.3) ricondotta a media (G.2) con fattibilità condizionata (F3) da ulteriori indagini;
Fattore di rischio idraulico (*): Pericolosità idraulica molto elevata (I.4) ridotta a elevata (I.3) con fattibilità condizionata (F4) alla realizzazione di sistemi di compensazione: rialzo del terreno e invasi per almeno 75.000 mq /150.000 mc (UTOE);
Disponibilità Acqua: scarsa, soprattutto nel caso di previsioni produttive, rende necessario azioni per il recupero delle acqua piovane. (VI /VAS RU, 14/7/2010);

IDROVORE, costate 8.000.000 di Euro, per la messa in sicurezza della zona industriale del “Madonnino” di Roccastrada, quest’ultima costata 7.188.772,65 Euro.

(PILT): Proposta Società PILT spa del 14/2/2008.
(UTOE): indicazione PRG, Art.110 UTOE n.10 “Braccagni”.
(*): Relazione, Variante al PRG maggio/giugno 2009.

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Corriere – “No alla cementificazione di Braccagni”

Gli ambientalisti esprimono preoccupazione sul polo logístíco – Maremma ambiente a rischio`. E’ quello che sostiene “Per la Difesa del Suolo in Maremma” , il coordinamento delle associazioni e dei comitati ambientalisti della Provincia di Grosseto tra cui Italia Nostra, Maremma Viva, Wwf Grosseto, Associazione Partecipazione e trasparenza Mandano, Circolo Legambiente Manciano, Coordinamento Polo Logistico Braccagni, Gruppo Tradizioni Popolari Galli Silvestro, La Sentinella della Maremma. “La minaccia, questa volta – sostengono gli ambientalisti – viene dal consumo pesante di suolo agricolo in uno degli ultimi territori ancora liberi, che in questi anni ha risentito meno della crisi, facendo leva sulle ricchezze naturali e i suoi prodotti. La Provincia e il Comune di Grosseto stanno progettando la cementificazione di 200 ettari per fare realizzare a una società privata poli logistici, intermodali e industriali a Braccagni, facendo leva soprattutto sulle esigenze del settore agroalimentare. E’ la prima conseguenza del futuro corridoio tirrenico. -> leggi articolo

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Corriere – E’ crisi nera per i pomodori La spietata concorrenza del prodotto cinese mette in ginocchio il settore

“La scommessa dell’industria che lavora prodotto italiano – conclude la presidente Pallini – sta nella sua capacità di adeguarsi a questa nuova realtà, onde evitare delocalizzazioni e reperimenti della materia prima fuori dal territorio nazionale. Questo è un altro, l’ennesimo, colpo assestato al mondo produttivo grossetano, in un contesto vessato da molteplici avversità che creano i presupposti logici per far sì che Istituzioni e Associazioni dei produttori, trovino un meccanismo di salvaguardia di un settore trainante l’economia locale che rischia, senza i dovuti interventi di soccorso, di subire un tracollo difficilmente recuperabile“. -> leggi articolo

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Aiutaci a raccogliere le adesioni

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– Appello

elenco adesioni al 12 Agosto 2010

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Corriere – Il Ptc è motore per creare opportunità

Intervento vicepresidente della Provincia Marco Sabatini
… “Le quattro ‘Cittadelle del Lavoro’, tra cui il Polo di Braccagni-Madonnino – va avanti Sabatini – si inseriscono come cerniere all’interno del territorio. La previsione di questi quattro grandi ambiti, permette di concentrare le attività produttive più significative nelle aree meno rilevanti dal punto di vista paesaggistico, consentendo in tal modo di non alterare in modo diffuso tutti i contesti”.-> leggi articolo

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FV tra imprenditoria, politiche ambientaliste e criminalità

di Adele Dentice – fonte: http://www.italiaterranostra.it/?p=5821

Il 999 rappresenta il limite di chilowatt per chiudere un terreno ed istallare un impianto fotovoltaico con i finanziamenti europei.
In Puglia , dove la giunta Vendola ha incoraggiato l’istallazione di micro impianti inferiori a 1 MW, basta una semplice Dichiarazione di Inizio Attività presentata al Comune e si pagano gli incentivi al produttore. Il fenomeno politico-imprenditoriale che fa leva sulla paura dell’effetto serra e si serve di forme pubblicitarie che enfatizzano i successi pugliesi nel campo delle rinnovabili per salvare il pianeta, ha utilizzato la legge regionale numero 31/2008 dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza del 26 marzo 2010. Tale normativa liberalizza solo gli impianti fotovoltaici finalizzati all’autoconsumo e con potenza elettrica nominale sino a 40 KW, ovvero realizzati sulle coperture degli edifici o da realizzarsi in aree industriali dismesse (art. 2, 3 comma, della L.R. 31/2008). Per gli impianti fotovoltaici superiori a 40 KW la stessa legge stabilisce che non possono essere realizzati in aree agricole di particolare “pregio”. Per eludere questo limite giuridico basta ricorrere al frazionamento di un medesimo impianto in piu’ sottoimpianti, vicini, con più progetti presentati magari in tempi separati. Il gioco è fatto e migliaia e migliaia di ettari di terreno potranno essere espropriati e desertificati in una regione a vocazione agricola , dove si sbandiera la filosofia ambientalista ma si è di fatto consegnata alle lobby di potere e alla criminalità la possibilità di appropriarsi dei considerevoli incentivi pubblici, dove si continua a sostenere la moltiplicazione di numerosi inceneritori, che vengono fatti passare come centrali a biomasse da 1 MW e dove numerose industrie e centrali continuano indisturbate a inquinare pesantemente il territorio, per produrre una quantità enorme di energia di molto superiore al fabbisogno pugliese ; tra l’altro tutti impianti che utilizzano indisturbati fonti fossili avvalendosi dei certificati verdi”, venduti loro dalle “industrie delle fonti rinnovabili” come a Cerano (Brindisi) o la più recente centrale di Modugno (Bari). La corsa agli affari facili non si limita a danneggiare l’ambiente deve colpire anche le tasche dei cittadini, secondo la fonte Enel anticipando di ben 8 anni l’obiettivo della quota del 20 % di elettricità prodotta fonti rinnovabili , gli aiuti aumenteranno dai 20 miliardi ai 41 miliardi di euro . Già dal 2010 gli incentivi per le rinnovabili circa 2,3 miliardi di euro hanno superato i contributi del Cip6. Questa accelerazione farà crollare il prezzo dei certificati verdi e toccherà allo stato comprarli a prezzo protetto scaricandone sulle bollette il costo. Ma ancora più compromessa e drammatica sarà la condizione economica e lavorativa dei piccoli proprietari terrieri in Puglia. Questa regione , che è diventata il luogo dove poter accedere ai lauti finanziamenti pubblici collegati alla produzione delle eco-energie, con un euro si possono comprare terreni di ottima qualità , istallare pannelli fotovoltaici e dopo 20 anni, terminata la concessione d’uso, trasformare le aree un tempo a destinazione agricola in territori edificabili con un innalzamento del valore di 200, 300 sino a 500 volte superiori a quello con cui si è svenduto. Senza contare poi i costi per lo smantellamento degli impianti. Questa è l’ultima commistione tra imprenditoria, politiche ambientaliste e criminalità. I terreni fertilissimi e limitrofi a d arterie di comunicazione importanti o di espansione urbana verranno tolti a contadini stremati dai padroni del grande circuito commerciale, che impone loro prezzi bassissimi. Gli stessi terreni una volta motivo di orgoglio a seguito delle lotte sostenute dagli agrari sono ora diventati il campo dei maneggi speculativi e dello consumo indiscriminato del territorio di nuovo il grande spreco si abbatte sui piccoli: agricoltori , consumatori cittadini tutto a favore delle grandi aziende , delle Banche europee e degli imprenditori e politici locali che, fingendosi ambientalisti, pensano ancora una volta a intascare i lauti incentivi e a colonizzare il territorio depredando i cittadini e l’ambiente togliendo alla Puglia, il suo paesaggio la sua cultura, la sua identità.

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Terra rubata alla Terra

di Andrea Marciani, Circolo Legambiente Manciano
Mentre l’imperativo di “arginare il consumo di territorio” sembra essere diventata una priorità per politici ed intellettuali italiani, si prepara in tutta Italia un colossale e fulmineo saccheggio di territorio agricolo.
L’attacco viene da un settore che reputavamo amico e che fino a ieri avevamo sostenuto a spada tratta: la produzione elettrica da fotovoltaico. Gli attori del saccheggio invece sono sempre gli stessi: la speculazione economica in combutta con la casta politica dei gaudenti imprevidenti.
La congiuntura che rende il saccheggio attuabile e urgente è quella data da una cospicua discesa del costo del pannello fotovoltaico (oltre il 30%) incrociata al perdurare, fino alla fine del 2010 degli alti incentivi previsti dal Contoenergia 2007 (in media € 0,38 x kW prodotto).

Le cifre del saccheggio
Le conseguenze per l’occupazione
Le conseguenze per il paesaggio
Conseguenze Alimentari e Strategiche
Cosa fa il resto del mondo – > leggi articolo

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