Cancellato il Polo logistico di Braccagni

La Nazione 17/7/2012

SI APRE con un vero e proprio colpo di scena, l’esame, da parte della quarta commissione, delle controdeduzioni degli uffici del Comune alle osservazioni di Regione e Provincia. Con un colpo di spugna, ieri mattina il dirigente dell’ufficio Urbanistica, Marco De Bianchi, con la sua relazione in commissione, ha di fatto cancellato il Polo Logistico di Braccagni (Pilt) per la gioia del comitato di cittadini della frazione grossetana che, sull’argomento, aveva incalzato in più di un’occasione il sindaco Bonifazi durante la campagna elettorale per il suo secondo mandato.
NELLE controdeduzioni alle osservazioni della Regione, e della Provincia, il Settore gestione del Territorio del Comune è stato infatti chiarissimo: «Il dimensionamento produttivo — si legge infatti nelle proposte di controdeduzioni pervenute ieri in quarta commissione — è giudicato sovrabbondante, non tanto per l’incidenza percentuale, ma rispetto alla stasi della domanda e soprattutto rispetto alle grandi quantità ancora da realizzare del precedente Piano regolatore. Il punto di maggior conflitto è il Pilt per il quale sembra proponibile un insediamento limitato alle funzioni produttive (non logistiche su ferro) del settore agroalimentare, coerentemente anche con le valutazioni effettuate dalla Provincia».Insomma cancellato il Polo Logistico, che nel regolamento adottato prevedeva un insediamento di 180.000 metri quadrati di superficie utile lorda (Sul), e previsto al suo posto un insediamento, sempre nella zona nord di Braccagni, di 20.000 metri quadrati (da destinare al settore agroalimentare). Ma saranno decisamente ridimensionante, (nel caso che il Consiglio comunale faccia proprie la proposta di controdeduzioni degli uffici tecnici dell’Amministrazione comunale) anche gli insediamenti produttvi di Poggetti Nuovi e della ex Stu a Barbanella. Un ridimensionamento dell’occupazione del suolo, rispetto al Regolamento urbanistico adottato, che non riguarderà però soltanto gli insediamenti produttivi ma anche quello residenziali. Recependo così il monito della Regione, che aveva fatto rilevare al Comune di aver consumato, con un solo regolamento urbanistico il 70% delle previsioni residenziali, dell’intero Piano strutturale, che al contrario dovrebbe realizzarsi nell’arco di tre regolamenti urbanistici.

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Il Regolamento Urbanistico resta al palo

e con lui il polo logistico intermodale…

Legge Regione Toscana n.66/2011Art. 142
Interventi nelle aree a pericolosità idraulica molto elevata
1. Nelle aree classificate dai piani strutturali, dai piani regolatori generali (PRG) o dai PAI di cui alla legge 18 maggio 1989, n. 183 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo), come aree a pericolosità idraulica molto elevata è consentita esclusivamente la realizzazione di infrastrutture di tipo lineare non diversamente localizzabili, a condizione che sia garantita la preventiva o contestuale realizzazione di interventi di messa in sicurezza per tempo di ritorno duecentennale, senza aggravare la pericolosità idraulica a monte e a valle.
2. Sugli immobili ricadenti nelle aree di cui al comma 1, nelle more della messa in sicurezza delle aree interessate, sono consentiti gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché la demolizione senza ricostruzione di edifici e manufatti esistenti. Nel rispetto delle limitazioni e prescrizioni di cui ai commi 3 e 4 sono altresì consentiti:
a) gli interventi necessari al superamento delle barriere architettoniche di cui all’articolo 79, comma 2, lettera a), della l.r. 1/2005 ;
b) gli interventi di restauro e risanamento conservativo;
c) i mutamenti di destinazione d’uso degli immobili, edifici ed aree anche in assenza di opere edilizie, nei casi individuati dalla disciplina della distribuzione e localizzazione delle funzioni di cui all’articolo 58 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del teritorio);
d) gli interventi di ristrutturazione edilizia di cui all’articolo 79, comma 2, lettera d) della l.r. 1/2005 , se previsti dal PRG o dal regolamento urbanistico;
e) gli interventi di addizione volumetrica di cui all’articolo 78, comma 1, lettera g) della l.r. 1/2005 , se previsti dal PRG o dal regolamento urbanistico.
3. Gli interventi di cui alle lettere a), b), c) d) ed e) del comma 2 non possono determinare:
a) creazione di nuove unità immobiliari con destinazione d’uso residenziale o che comunque consenta il pernottamento o incremento del numero delle unità medesime;
b) aumento della superficie coperta dell’edificio oggetto di intervento.
4. Per gli interventi di cui alle lettere a), b), c) d) ed e) del comma 2 il progettista assevera:
a) l’assenza o l’eliminazione di pericolo per le persone e i beni, anche tramite sistemi di autosicurezza;
b) che l’intervento non determina aumento dei rischi e delle pericolosità a monte e a valle.
5. Nelle aree di cui al comma 1 gli interventi comportanti modellazioni del terreno non rientranti nell’art. 80, comma 1, lettera d) della l.r. 1/2005 , ovvero realizzazione di recinzioni o muri di cinta, sono consentiti solo laddove non si determini aumento del livello di pericolosità in altre aree. Al riguardo il progettista produce apposita asseverazione.
6. Il presente articolo non si applica:
a) agli interventi previsti dai piani attuativi di iniziativa pubblica, privata, o pubblico-privata, con i relativi interventi di messa in sicurezza idraulica, approvati prima della data di entrata in vigore della presente legge;
b) ai progetti di opere pubbliche, previsti negli strumenti urbanistici vigenti, con i relativi interventi di messa in sicurezza idraulica, approvati prima della data di entrata in vigore della presente legge;
c) agli interventi per i quali sia stato rilasciato il permesso di costruire o sia stata presentata la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), completa della documentazione necessaria, prima della data di entrata in vigore delle presenti disposizioni;
d) agli interventi in aree che al momento di entrata in vigore della presente legge sono classificate in pericolosità idraulica molto elevata nel caso in cui, a seguito di ulteriori indagini o di interventi di messa in sicurezza, risultino classificate dai piani di assetto idrogeologico, al momento della presentazione della pratica edilizia per il permesso di costruire o per la SCIA, in pericolosità idraulica inferiore.

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Partecipazione? verifica Garante Comunicazione Regione Toscana e lettera al Sindaco

Il Coordinamento di Osservazione e Valutazione del Polo Logistico di Braccagni, altri Comitati e Associazioni, chiedono al Garante regionale della Comunicazione Massimo Morisi, all’Autorità della Partecipazione Rodolfo Lewanski e all’Assessore al Territorio della Regione Toscana Anna Marson, di verificare se e quanto il percorso partecipativo, concernente il Regolamento Urbanistico, sia stato effettivamente adeguato ai temi e ai problemi concernenti le scelte urbanistiche della città e in particolare i nuovi insediamenti produttivi e logistici di Braccagni.
E di accertare se e quanto la partecipazione promossa dal Comune sia stata efficace nel fornire le informazioni necessarie ai cittadini e nell’orientare le scelte del Comune.

Ad un tempo chiedono al Sindaco e alla nuova Giunta del Comune di sottoporre preventivamente a pubblica discussione i criteri che l’Amministrazione intende seguire nel sottoporre al Consiglio le controdeduzioni del Comune alle osservazioni avanzate al Regolamento urbanistico adottato e di prevedere comunque, in sede di approvazione del Regolamento urbanistico stesso, uno specifico strumento di monitoraggio pubblico e aperto alla pubblica consultazione e discussione, da attivare periodicamente per verificare il funzionamento e gli effetti delle previsioni del regolamento.

Al Sindaco di Grosseto
Agli Assessori della Giunta di Grosseto
e p.c. Ai Consiglieri Comunali

I contenuti del Regolamento Urbanistico evidenziano numerose criticità, testimoniate dalla stessa mole di osservazioni presentate, che attengono sia a previsioni vistosamente sovradimensionate sia a specifici contrasti con gli strumenti urbanistici provinciali e regionali.

Per questo, a tutela del bene comune e secondo una pratica che, anche per impulso del Garante regionale della comunicazione, si va diffondendo, chiediamo una pubblica discussione sulle controdeduzioni o quanto meno sui criteri ai quali l’Amministrazione vorrà attenersi ai fini della loro formulazione, prima della loro trattazione in Consiglio comunale, così da poter fornire anche a tale sede istituzionale, ulteriori elementi di valutazione e decisione.

Chiediamo inoltre, fin da ora, di poter partecipare, assieme agli altri comitati e associazioni, al monitoraggio di tutta la fase successiva all’approvazione e concernente il processo di realizzazione delle grandi opere previste, a tutela della piena informazione dei cittadini su realizzazioni ed effetti in corso d’opera.

Gr 19 luglio 2011

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Il Tirreno – Il Comune corregge il RU: bando per eliminare gli errori

di Francesca Ferri – Il Comune corregge il Regolamento Urbanistica: bando per un professionista che elimini gli «errori materiali» Sono anche da vagliare le molte osservazioni, ci vorranno mesi – Aaa professionista cercasi per correggere il Regolamento Urbanistico del Comune di Grosseto. Non è un abbaglio ma l’intenzione dell’amministrazione, vergata nero su bianco con delibera di Giunta dello scorso 21 giugno: bisogna arruolare un esperto esterno che dia una mano al personale dell’Urbanistica a vagliare la valanga di osservazioni piovute sul Regolamento. E questo costerà al Comune 21mila 500 euro, che è il compenso previsto per il certosino emendatore. leggi articolo ->

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Le nostre osservazioni al RU di Grosseto

Oggi scade il termine per la presentazione delle osservazioni al RU (Regolamento Urbanistico di Grosseto), strumento urbanistico che renderà possibile, se approvato, la realizzazione dei 33 ettari di Polo Logistico Intermodale a Braccagni e non solo. Anche noi, assieme a molti altri cittadini, abbiamo presentato le nostre osservazioni, ma andiamo con ordine:
Il Comune di Grosseto ha una vasta estensione (170 km2), una densità di soli 173 ab/km2 (82.000 abitanti) e ben 11 frazioni molto eterogenee tra di loro.  Il RU, quindi, non poteva essere uno strumento di facile lettura ma “lor signori” non si fidavano e hanno fatto di più! Hanno prodotto un documento di 217 file

e non si sono fermati qui: tra i 217 file non esiste un disegno d’insieme e le schede che rappresentano gli interventi principali hanno una dimensione fissa in cui l’area, oggetto dell’intervento, è scalata in modo da riempire il foglio. Non è possibile, quindi, avere un’idea d’insieme ne avere una percezione visiva delle reali dimensioni degli interventi previsti. Sotto un esempio: due schede relative a due interventi contigui nella frazione Braccagni (a sinistra il Polo Logistico Intermodale a destra nuovi insediamenti abitativi) e sotto ancora le stesse schede scalate in modo da dare la stessa scala alle due aree di intervento. Si nota come l’area PILT (Polo Logistico Intermodale) appaia ben più grande della già spropositata previsione di nuovi insediamenti (vedi relativa osservazione) …


Detto questo abbiamo esaminato i numeri. Anche in questo caso non vi sono tabelle riassuntive! E’ stato necessario creare una data base con tutti i dati riportati sulle singole schede e analizzarli con i grafici che riportiamo di seguito. Il primo dato clamoroso sono le previsioni di crescita quinquennale della popolazione pari a +10.975 abitanti. Si tratta di un aumento doppio rispetto alla media globale, di quasi 7 volte quella nazionale in netta contro tendenza con una tendenza europea addirittura negativa!
Si osserva che questa tendenza era già stata messa in luce dal Rapporto europeo del 2006 “Urban sprawl in Europe, the ignored challenge” in cui si riportava (pag. 15) il grafico in cui la Provincia di Grosseto appariva tra quelle meno virtuose d’Europa: a fronte di una riduzione di popolazione (-) vi era un alto grado di nuove urbanizzazioni (++). Non si tratta di una novità, quindi, per il nostro comune, che evidentemente attira, spopolandoli, abitanti dei piccoli comuni interni uccidendo una delle caratteristiche toscane individuate anche dal PIT (Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana) Art. 4.

Grosseto non ha nessun bisogno di un tale aumento di popolazione ed è contro le norme del PIT e PTC (Piano Territoriale di Coordinamento) che tutelano il sistema policentrico degli insediamenti come fattore fondamentale dell’identità regionale. Grosseto è aumentata di 10.000 abitanti in 18 anni (1991-2009) e oggi si vogliono far insediare quasi 11.000 abitanti in cinque anni!

Detto questo osserviamo la forte disomogeneità della distribuzione dei nuovi abitanti: si passa da  +2,8% di Marina di Grosseto a +18,4% di Braccagni. Mentre a Braccagni cresce vi sono frazioni della stessa Grosseto, come Montepescali a tre km da Braccagni, che si spopolano, in cui le poste chiudono, chiudono i negozi alimentari e in cui i vecchi sono portati in città da un volontario grazie a un pulmino acquistato dalla comunità stessa! Il grafico sotto rappresenta in rosso le previsioni di aumento della popolazione previste dal RU. Nell’ascissa sono rappresentati, in ordine di popolazione, le varie frazioni di Grosseto, l’ultima è Grosseto.
 Dopo queste premesse è facile capire come tutte le previsioni di sviluppo artigianale, turistiche etc. siano del tutto sballate e il consumo di suolo enorme: 801 ettari di suolo interessato in cinque anni di cui 437 ettari di suolo agricolo (in azzurro nel grafico sottostante).
In particolare (da destra a sinistra): 300 ettari per aree produttive, 225 ettari per residenze, 89 ettari per alberghi e turismo, 67 ettari per cultura, 40 ettari per sosta camper e 21 ettari per centri commerciali nonché 3 ettari di nuovi stabilimenti balneari a Marina di Grosseto!

In particolare, se andiamo a vedere dove si concentrano gli interventi scopriamo che vengono presi di mira Braccagni (quarta posizione da sinistra) e Roselle (sesta) Il Territorio Aperto (campagna – ottavo) e logicamente la tentacolare Nuova Grosseto. In Giallo suolo occupato per produttivo, in Rosso per residenze in Azzurro per sosta camper, Blu per il commerciale etc.

Per approfondire vedi osservazioni:
Polo Logistico Intermodale di Braccagni;
Area artigianale del Madonnino;
Espansione residenziale di Braccagni;
Città e osservazioni generali.

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Braccagni: Assemblea Pubblica dopo l’adozione del Regolamento Urbanistico

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Braccagni 22/2/11: Dichiarazioni del Sindaco Bonifazi

Dichiarazioni fatte dal Sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, in occasione dell’incontro pubblico voluto dai comitati locali per discutere del ventilato progetto di un Polo Logistico Intermodale di 33 ettari ubicato nella frazione Braccagni.

Questa questione del Polo Logistico presenta tante tipicità, e questo l’ho detto, tipicità che sono di un piano che, evidentemente, chi propone alla amministrazione non ha rappresentato in tutte le sue forme e aspetti al di la del luogo in cui si va a inserire: l’aspetto economico, l’aspetto dell’impatto ambientale, l’aspetto di un polo che, diciamo, in qualche modo contiene tutto.
Però, come giustamente diceva Giancarlo, quando si parla di un Polo Logistico e di questo si è parlato da tanti anni si parla di tutte queste cose, non è che si parla di un Polo Logistico dove io ci vedo soltanto un aspetto che mi può interessare e non di altre cose. Si parla di un Polo che prevede tutto, anche la autoalimentazione energetica, tant’è che era prevista una centrale elettrica a bio masse. Il discorso dell’agro-alimentare è un discorso che si può fare se, diciamo, è prevista la possibilità di utilizzare lo scalo ferroviario, sono state viste alcune ipotesi. Si può fare anche in un altro luogo se non è sufficientemente valido quello scalo ferroviario. Perché questa autorizzazione ancora non è stata data a livello di Trenitalia. La autorizzazione non la può dare neanche Trenitalia, perché l’autorizzazione la rilascia il responsabile della logistica nazionale. E’ chiaro che se viene meno l’aspetto dello scambio ferroviario, come diceva prima Andrea che faceva altre ipotesi, ma noi abbiamo visto anche altre che vanno più verso Sud, verso Grosseto.
Allora il programma sta sul fatto di che cosa: che noi si devono naturalmente cercare di introdurre delle filiere che riguardano i settori portanti che sono due nel nostro territorio che sono: il settore dell’agricoltura e il settore del turismo.
Perché non tutti come me lavorano nel pubblico impiego. La maggior parte della nostra popolazione lavora nel settore pubblico, nel pubblico impiego, non so se mi spiego.
Se noi domandiamo ai grossetani quale è il primo problema che hanno, 60 su 100 diranno che è il lavoro. Con questo non significa che si deve distruggere il territorio, il territorio in senso generale. Però bisogna porsi il problema di quale modello di sviluppo abbiamo. Perché il libero professionista, naturalmente l’artista, l’artigiano, l’imprenditore e così via, ci sono anche queste… parlando di 31000 piccole aziende nel territorio. Allora noi dobbiamo creare anche queste condizioni. Quindi il ragionamento va visto nel senso più ampio del termine.
Aver, in qualche modo attivato un percorso partecipativo, può essere questo il discorso?
In ritardo?
Può essere questo il discorso?
Cioè quindi anche di sentire maggiormente quelle che sono le necessità su ogni argomento che deve essere portato avanti?
Se questo qui è il discorso, la necessità, è stata una carenza?
Bene, se ne prende atto, non è che si fanno sempre bene le cose.
Di conseguenza il progetto PILT è un progetto che non sta in piedi, fino a oggi, è un progetto che non sta in piedi da tanti punti di vista. Probabilmente non sta in piedi nemmeno la società che, diciamo, che ha, che pensava di fare un investimento così ampio. Quello che a noi interessa è il settore agro-alimentare. Si può emendare il Piano Urbanistico si può fare, se non c’è un soggetto e un progetto che come ho detto prima con tutte le criticità che venivano evidenziate prima. Le criticità che sono state dette e che l’Arch. De Bianchi ha provato a esplicitare, naturalmente utilizzando purtroppo il linguaggio che la pubblica amministrazione italiana ha oggi se non ci sono le condizioni non si fa. Tutto qui. Capito?
Quell’area ha delle criticità per poter fare questo tipo di intervento. Se noi però non riusciamo ad avere lo scambio ferroviario è chiaro che a quel punto fa decadere anche eventualmente l’ubicazione. Non so se mi spiego.
Sembra che gli amministratori siano un gruppo di cialtroni e di pellegrini, capito?….
Loro non sanno niente perché il progetto è stato presentato soltanto a livello regionale e per essere approvato deve essere portato a livello nazionale.
Le cose si valutano e si vedono e si portano avanti.
Questi aspetti li valuteremo più a fondo e attiveremo ancora di più il percorso partecipativo.
Quindi non è un discorso di chiudere la porta o di dire questo è quello che si fa e si porta avanti.
Ci saranno ancora delle valutazioni da fare e poi, naturalmente, l’amministrazione farà le sue scelte e su quello sarà valutata.

Il giorno dopo, 23 febbraio, in assoluto silenzio è stata adottata la “Variante al Piano Strutturale per adeguamento al quadro normativo regionale – Adozione ai sensi dell’art. 17 L.R.T. 1/2005 e s.m.i.” che permetterà l’inserimento del progetto PILT nel Regolamento Urbanistico.

Il 28 marzo, 34 giorni dopo, il Regolamento Urbanistico è stato adottato.

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